venerdì 30 dicembre 2016

Le Alpi serbatoio energetico?

Le Alpi sono state considerate per molto anni, e ancora oggi molti lo pensano, un serbatoio energetico da cui attingere per il fabbisogno delle pianure industriali a sud e a nord della catena montuosa.
Soprattutto dopo il secondo conflitto mondiale, con lo sviluppo economico, l'industrializzazione ed il benessere, la domanda di energia è cresciuta in modo esponenziale a tal punto che le multinazionali produttrici di energia elettrica iniziarono a progettare grandi dighe in grado di generare enormi bacini d'acqua per far funzionare centinaia di centrali idroelettriche.
Oggi non si costruiscono più grandi impianti e grandi dighe, tuttavia si guarda a nuove frontiere del capitalismo energetico legato alle fonti rinnovabili come vento, sole e ancora acqua appunto, le uniche ritenute idonee per ridurre le emissioni di sostanze clima-alteranti e fermare il cambiamento climatico ormai in atto soprattutto nell'arco alpino.
Gli effetti ormai sono sotto gli occhi di tutti e costringono a pensare a stili di vita e ad atteggiamenti diversi dal passato in quanto sono necessari adattamenti onde evitare che il cambiamento climatico peggiori la qualità della nostra vita e dell'ambiente in cui viviamo.
Le Alpi indubbiamente sono un area geografica molto sensibile a questi mutamenti rispetto ad altre zone come le pianure ed il territorio è in un delicato equilibrio tra i diversi fattori biotici e abiotici che caratterizzano il paesaggio. Dagli studi condotti in questi anni ci possono essere una serie di effetti importanti e in qualche modo devastanti sul territorio. Un esempio tra tutti è lo scioglimento dei ghiacciai, oppure gli eventi meteorologici intensi, gli eventi siccitosi, frane e smottamenti e dissesto idrogeologico. Osservati speciali  in futuro saranno gli aspetti legati a tre temi principali: energia, trasporti e turismo.

giovedì 29 dicembre 2016

Val Belluna - Brent de L’Art

VISITA ALLE SPETTACOLARI FORRE ROCCIOSE SCAVATE DAL TORRENTE


Val Belluna, la grande valle del fiume Piave tra Belluno e Feltre. Obiettivo del percorso è la visita dei Brent de Val d'Art.
Si tratta di una tranquilla passeggiata, solo gli ultimi tratti prima della forra sono ripidi e un po' scivolosi, ma il sentiero è ben sistemato con gradini e parapetti di legno. Necessarie calzature da escursionismo.
Si parte dunque dal paese di Sant'Antonio di Tortal (m. 550), frazione di Trichiana (Belluno, sinistra Piave).
Dall'unico incrocio al centro del paesetto si dirama una stradina verso ovest (anche indicazione campo sportivo), esattamente all'opposto della strada che conduce alla vicina chiesa. Si passa in mezzo ad una grande fattoria ed alcune case e si prosegue in mezzo ai campi, la strada diventa a tratti sterrata e termina ad un piccolo parcheggio (poco più di un chilometro dall'incrocio).
E' consigliabile anche percorrere la strada a piedi partendo dal paese, lungo il percorso vi sono alcuni pannelli che illustrano la flora e la fauna, nonché alcuni fenomeni geologici riguardanti la zona.
Dal piccolo parcheggio si prosegue per qualche decina di metri in ripida discesa e si prende la prima stradina che svolta a sinistra e che diventa subito una buona mulattiera. Via via la stradina si trasforma in sentierino che attraversa alcuni prati sfalciati e più ripidamente scende nella boscaglia verso il fondo della forra. Il dislivello dal parcheggio è di circa 150 metri.
Per i fotografi: l'ora migliore, probabilmente, è tra le dieci e le undici del mattino, quando il sole illumina, parzialmente, il fondo della gola.
Oltre i Brent si proseguirà lungo la vecchia strada per il Passo San Boldo, che viene poi abbandonata per ritornare verso San Antonio Tortal.

mercoledì 28 dicembre 2016

Carte e cartine


Quando si decide di partire zaino in spalla per una gita in montagna, qualsiasi sia la meta e qualsiasi sia la difficoltà tecnica del percorso scelto, non dobbiamo mai dimenticarci di studiare per bene l'itinerario su una buona carta escursionistica.
Sembra una cosa scontata per i più esperti, tuttavia per l'escursionista neofita o il semplice vacanziero della domenica non sempre la cartina è un accessorio presente.
Si parte magari improvvisando, iniziando da una traccia di sentiero considerando intuitivo il percorso e magari fidandosi esclusivamente della cartellonistica presente in loco.
Non dimentichiamoci però che siamo in ogni caso in montagna, in territori che possono nascondere insidie soprattutto per chi non è abituato ad interpretare i segni sul terreno oppure ad orientarsi in mezzo a luoghi dove la natura è sovrana.
Pianificare l'uscita risulta pertanto necessario, per avere un idea della lunghezza dell'itinerario, dei tempi di percorrenza e delle difficoltà oggettive che si possono incontrare in funzione della propria preparazione fisica e tecnica.
Ma quali cartine possono essere più indicate per una uscita in montagna? Sicuramente cartine specificatamente escursionistiche.
Esistono in commercio e anche consultabili on-line numerose mappe e carte con diversi tipi di scale e grafiche di dettaglio.

lunedì 26 dicembre 2016

Editoria di montagna


Nel vasto e diversificato mondo dell'editoria trova sempre più spazio il settore di nicchia specializzato nelle attività autdoor in montagna dedicato al trekking, alla bici, all'alpinismo, ma anche legato a moda, eventi, tradizioni, attualità, natura, aspetti socio-economici. Sono in genere riviste periodiche mensili oppure bimestrali, con contenuti solitamente di alto valore editoriale in quanto scritte da persone specializzate nelle materie inerenti i temi trattati. Queste riviste trovano spazio nelle edicole cittadine ma non sempre è facile trovare numerose copie in circolazione per cui molto spesso i lettori scelgono la strada del'abbonamento, un ottimo modo per avere sempre il numero per tempo a casa della propria rivista del cuore. Con questo post vi parlerò delle riviste che al momento focalizzano l'attenzione della maggior parte dei lettori di montagna.

1) La prima rivista che giustamente merita di essere menzionata è la storica Rivista ufficiale del CAI chiamata Montagne360; un mensile che viene spedito automaticamente a tutti i soci CAI in regola con il tesseramento ma che da qualche anno viene venduta anche nelle edicole per tutti i lettori appassionati. E' una rivista dal taglio specialistico sull'ambiente di montagna sia italiano che estero con rubriche legate alle attività svolte da alpinisti ed escursionisti del CAI oppure con contenuti scientifici sempre curati da organi tecnici operativi all'interno del Sodalizio.

I paesaggi Dolomitici più fotografati

Le Alpi ed in particolare le Dolomiti sono ormai da anni diventate delle icone del paesaggio italiano e negli ultimi anni con il diffondersi di nuove forme di comunicazione come i social network sono sempre di più i turisti che immortalano attraverso le foto i più bei scorci montani.
Ma quali sono le immagini più fotografate nel web, mete ogni anno di milioni di visitatori grazie anche alla pubblicità fatta appunto attraverso i post degli amici? Nel seguito vi mostrerò i 10 luoghi che ritengo possano essere considerati i più fotografati e quindi popolari delle Dolomiti.
Ovviamente non sono solo questi i luoghi da visitare, anzi per chi è in cerca di silenzi e di luoghi fuori dal comune consiglio di esplorare i sentieri più nascosti dove il paesaggio saprà comunque regalare viste mozzafiato magari della stessa montagna nel suo versante più misterioso.

1) Iniziamo con quella che è forse il simbolo delle intere Dolomiti, le Tre Cime di Lavaredo dal versante altoatesino, quello più fotogenico!

giovedì 22 dicembre 2016

Il Gigante chiamato Agnèr


Esiste nel cuore delle famose e affollate Dolomiti un valle alpina semi sconosciuta che si dirama dalla destra orografica del torrente Cordevole poco a Nord di Agordo , alle spalle del paese di Taibon Agordino.
Questa valle è la mitica valle di San Lucano, ben conosciuta dagli amanti della wilderness e dagli alpinisti più esperti.
La valle di San Lucano, percorsa dal torrente Tegnas, è una valle di tipo glaciale con la classica forma ad "U" lunga circa 7 km. Le pareti delle omonime Pale a nord si innalzano per 1500 metri sopra la valle, mentre quelle dell'Agnèr a sud disegnano la più alta parete delle Alpi Orientali (con il suo spigolo nord-ovest da 1600 metri).
La valle è considerata uno degli esempi più evidenti e conservativi di origine glaciale frequentemente studiata dagli esperti che hanno riconosciuto la presenza di due piattaforme laterali e dove non è infrequente trovare tracce di fossili che attestano come tutto questo mondo fosse sommerso dalle acque in un clima tropicale.
Una valle che a pochi passi dalla popolata conca agordina appare così suggestiva e sperduta; fuori dal turismo di massa mantiene tutto il suo autentico fascino di montagna severa e selvaggia.
Col di Prà, a 843 metri sul livello del mare, si trova in fondo alla valle e rappresenta l'unico insediamento abitativo presente, costituito da una manciata di graziose baite e chalet, abitate per lo più nella stagione estiva.
Da questa località partono innumerevoli sentieri che portano verso la Val Gares oppure, attraverso percorsi più impegnativi, permettono di salire sull’altopiano delle Pale di San Martino.
La cosa che colpisce in modo particolare l’alpinista e l’amante degli ambienti aspri e severi è il fatto che qui si è dominati dalle Pale di San Lucano e dall’Agnèr, mostrando le loro imponenti pareti che si innalzano da entrambi i lati della valle. Protagonista assoluto è ovviamente l’Agnèr (2872 m).
Le vie di salita nel versante Nord

Giro delle malghe e casere alla testata della Valle San Lucano

Accesso: da Agordo si prosegue verso nord. Dopo ca. 3 km. si gira a sx per Taibon Agordino e si seguono le indicazioni per La Val S. Lucano e Col di Prà. Si percorre la vallata sovrastata da impressionanti pareti, si transita per Col di Prà e oltre il paese si giunge al divieto nei pressi di un ponte sul torrente (ca. 8 km.).

L’itinerario ad anello permetterà di visitare da prima la suggestiva cascata dell’Inferno per poi, superata Malga Malgonera, uscire dal bosco ed arrivare a casera ai Doff con magnifica vista delle montagne circostanti fino a raggiungere casera Campigat. Discesa per la strada forestale per raggiungere nuovamente Col di Prà.
Possibile variante per raggiungere la Grotta di San Lucano.

Periodo consigliatoGiugno-Ottobre.

Carta di riferimentoCarta Tabacco n.22 – PALE DI SAN MARTINO - scala 1:25.000


Difficoltà: EE – escursionistico esperti


Dislivello: 1000 metri circa


Tempo complessivo: 8 ore soste escluse




Le Alpi tra passato, presente e futuro

Le Alpi rappresentano sicuramente uno degli angoli più selvaggi e suggestivi del nostro continente ma rappresentano altresì la catena montuosa più sfruttata e popolata del Mondo.
In queste montagne convivono da sempre diversità culturali e linguistiche, zone fortemente urbanizzate e tecnologiche e zone abbandonate e spopolate, zone dove la pressione turistica è fin troppo eccessiva e zone dove ancora questo processo deve essere sviluppato.
L’arco alpino è fin dai tempi più remoti mito prima e realtà di un grande spazio turistico e di vita poi.
Le montagna ed in particolare i fondovalle erano abitati fin dalle epoche preistoriche e i villaggi spesso sorti in luoghi alti e dominanti permettevano di proteggere le sue genti da guerre e carestie, inoltre i passi ed i valichi alpini fungevano da importanti nodi di comunicazione tra il Nord Europa ed il Mediterraneo.
Gli abitanti della montagna di allora sapevano inoltre sfruttare in modo ottimale le caratteristiche e le potenzialità della loro regione, riuscendo a sopravvivere in ambienti spesso ostili. L’economia di montagna era in armonia con gli ecosistemi locali ed era in grado di portare ricchezza alla sua gente attraverso l’esportazione del bestiame e formaggio, alla produzione di materie prime (minerali e legno) e alla realizzazione di un artigianato specifico.
Il turismo non era ancora arrivato ma a partire dal XIX secolo, durante la Belle Epoque, le regioni alpine conobbero per la prima volta un importante afflusso di visitatori, in particolare arrivarono i primi esploratori, viaggiatori, filosofi e pittori principalmente inglesi e tedeschi attirati dalle bellezze naturalistiche e per studiarne gli aspetti botanici, ecologici e geologici.

Chi sono


Ciao a tutti!
Sono un appassionato di montagna, la frequento fin da piccolo quando mio padre mi portava in vacanza nel periodo estivo e fin da subito ho sentito una forte attrazione per quei luoghi.
Da allora sono passati più di 20 anni e la mia passione è cresciuta, iniziando dalle attività escursionistiche, passando per lo sci e la mountain bike, allargando sempre più gli orizzonti e le possibilità di fruizione.
Con l'iscrizione al Club Alpino Italiano nel 1998 ho potuto frequentare le persone che condividono con me le stesse passioni e aumentare il grado di conoscenza sulla frequentazione in montagna; quindi ho iniziato a frequentare un corso di alpinismo, poi un corso di arrampicata sportiva ed infine studi di stampo naturalistico-ambientale per capire meglio le peculiarità di questi territori tanto belli quanto delicati e spesso minacciati dall'uomo.
Dopo la frequentazione di un corso di formazione specifico ho così ottenuto il titolo di Operatore Regionale Tutela Ambiente Montano (TAM) ed iniziato la mia attività di ambientalista per la montagna. Adesso da 8 anni sono componente della Commissione TAM del CAI Regionale Veneto ora confluita nella nuova Interregionale del Veneto e Friuli Venezia Giulia, ricoprendo il ruolo di Presidente in questi ultimi 5 anni.
Sono attualmente anche membro dell'Associazione Internazionale Club Arc Alpin, con l'incarico di rappresentare il CAI Italiano all'interno nella Commissione Protezione Natura Alpina.
Con gli anni ho sviluppato ulteriori interessi legati al mondo delle Terre Alte, attraverso forme espressive quali la pittura, la fotografia e la scrittura.
La montagna per me significa sicuramente evasione e libertà ma anche un modo per capire meglio se stessi e gli altri ed infine come laboratorio di studio per modelli di vita più eco-sostenibili.
Ora a 40 anni sento il bisogno di condividere i miei punti di vista attraverso un blog che intende trattare tutto quello che per me può significare fare e vivere in montagna!
Spero di condividere con voi queste mie passioni!

mercoledì 21 dicembre 2016

Intervista ad Erri de Luca


Condivido con voi il pensiero legato al concetto della bellezza e dell'amore per la montagna da un grande protagonista sia come alpinista che come scrittore e poeta contemporaneo Erri de Luca.

lunedì 19 dicembre 2016

Si parte!


Benvenuti nel mio blog di montagna!
Questo spazio sarà dedicato interamente a tutto quanto si muove attorno al mondo della montagna, intesa non solo come cima, ma anche come luogo dove vivere, abitare, sperimentare nuovi modelli di vita più sostenibili, dove lavorare, dove fare rete e aprire dibattiti sui temi della mobilità, del turismo, della ricerca scientifica e ovviamente dove impiegare il proprio tempo libero a contatto con la natura attraverso le mille attività outdoor (alpinismo, escursionismo, sci, ciclismo, etc.).
Siamo solo all'inizio, a breve popolerò il blog con numerose rubriche e post, rimanete aggiornati!